• 17 gennaio 2019

Passaparola

Festa della (sacra) famiglia, since 1895

Once again: festa della famiglia.

E proprio mentre ero in cerca di ispirazione per tentare di dare un senso nuovo a una festa vecchia, mi sono bloccato su una lanternina di Natale che faceva capolino da dietro lo schermo del computer.

E mi sono detto che la tradizione non invecchia mai.

E’ come il Natale: non ti chiedi “se” quest’anno lo celebrerai o meno, ma sogni come lo vorresti, perché sia speciale ancora una volta!

E’ come il compleanno: sono gli esseri umani che invecchiano, ma la ricorrenza non ha età e ogni anno, con una candelina in più, la festa ritorna, a dire che bisogna spegnere l’anno che è passato per accendere la luce di quello nuovo.

Anche della festa della famiglia vorrei che fosse così: ritorniamo a celebrare insieme un’occasione ormai consolidata, che vorrebbe essere anche desiderata!

Non la chiameremo una festa vecchia, ma una festa tradizionale!

Per le tradizioni infatti, gli anni sono un pregio, non un difetto:

Festa della famiglia! Since 1895!

Ovvero da quando Leone XIII ha fissato in calendario una ricorrenza in verità ancora più antica.

Noi la vivremo qui, in parrocchia e in Oratorio, cercando semmai di invitarci a vicenda il più possibile, e magari scegliendo di conoscere persone che avevamo solo intravisto; decidendo di fermarci una mezz’ora in più a tavola, perché per una volta prevalga il peso della comunità alle esigenze del singolo. 

La festa della Sacra famiglia infatti consacra anche le nostre famiglie, con le loro fragilità e le loro ricchezze, con il loro carico di sofferenza ma anche di amore, e propone loro di ritrovarsi insieme, di non sentirsi sole in un anonimato e un privatismo sconcertanti, che poco hanno a che vedere con l’immagine del presepe,  dove un po’ tutti sono calamitati da questa famiglia che sta al centro dell’amore di tanta gente.

A ciascuna delle nostre famiglie auguro di percepirsi come la famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria: una famiglia che per gli altri conta, una compagine che la comunità non dimentica.

Ci vediamo il 27 gennaio, per dire che ci affidiamo gli uni agli altri, in una comunità più grande dei nostri privati interessi.

Don Alessandro

× Attenzione! Testo dell'errore